15-09-05
 
pag. 29, Provincia
 
 
 
L'associazione di tutela ha eseguito la mappatura biologica
«Troppi vandali alle Tegnùe»

 



 
 
 
 

CHIOGGIA. Continua la pesca vandalica sui fondali delle Tegnùe. Un dato negativo che emerge nella relazione che sarà presentata dall'associazione di tutela in occasione del convegno «Subacquea e ambiente» che si terrà al Kursaal sabato e domenica. La collaborazione con l'università di Padova e Bologna e le migliaia di immersioni condotte dal 2003 ad oggi dai sub dell'associazione «Tegnùe onlus» hanno prodotto 130 pagine e un dvd con i dati e la prima mappatura dell'oasi di tutela biologica. «Non esiste un lavoro altrettanto dettagliato -commenta Piero Mescalchin, presidente dell'associazione -abbiamo potuto raccogliere una mole di dati di queste dimensioni perché le uscite in mare sono state numerosissime. Non si sarebbero potuti sopportare i costi delle uscite se non avessimo goduto della collaborazione dell'università, dei 15 club sommozzatori del Veneto e il finanziamento della Regione». Il convegno, che si aprirà sabato alle 9 e si chiuderà domenica con la possibilità di immersioni guidate, si concentrerà sui temi della tutela dell'ambiente marino, della fruizione turistica e della pesca sostenibile. «Sono attività tra loro compatibili - continua Mescalchin - ma con un giusto bagaglio di conoscenze sull'ambiente marino, sui processi ecologici e sulle attività antropiche. Purtroppo continuiamo a registrare attività di pesca nelle zone in cui è vietata, non tanto da parte dei pescherecci, ma da parte dei pescatori sub. Siamo in attesa dell'ordinanza della Capitaneria che vieta l'ancoraggio, ma oltre alla repressione siamo convinti serva l'educazione e il convegno s'inserisce in questa campagna di sensibilizzazione». Dal 2003 l'associazione ha ottenuto dalla Regione la gestione dell'area e i fondi per il posizionamento delle 12 boe, che delimitano le zone, e per 6 borse di studio.  «I rilievi con i sonar - continua Mescalchin - ci hanno permesso di acquisire molte informazioni sulla natura delle infiorescenze e del biosistema. Ci vorranno però ancora anni di studio e molti fondi per avere la mappatura completa». (e.b.a.)

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