SABATO, 24 APRILE 2004
 
Pagina 9 - Regione
 
Un «kit» per conoscere il mare
 
Dieci anni d’immersioni nell’Adriatico, film per le scuole
 
 
 
 

 

VENEZIA. Un frizzante Giancarlo Galan (basta parlare di mare per farlo sentire un altro, o almeno altrove) ha tenuto a battesimo ieri una iniziativa di rara efficacia per le scuole, realizzata dall’Associazione Tegnùe di Chioggia con i soldi della Regione, che si accollerà anche le spese per l’invio dei kit nei plessi delle elementari e delle medie del Veneto. Mai come in questo caso vale il detto vedere per credere. Dieci anni di immersioni in Adriatico, ogni volta con la telecamera e un set di luci che sembra di stare a Hollywood invece che in fondo al mare, sono stati condensati in 20 minuti.
 L’autore è Piero Mescalchin, un sub padovano presidente dell’Associazione onlus, costituita per la tutela biologica di un’area di fondale roccioso a tre miglia davanti a Chioggia. Neanche chi si immerge con lui ha mai visto molte delle scene che appaiono nel filmato: come nuota una capasanta o un canestrello (smbrano dentiere), come si mimetizza un folpo nella sabbia, come galoppano i paguri, quanto sono curiosi i gronghi, come ci si trova a tu per tu con un astice da 5 chili e via elencando. Mescalchin ha girato le immagini, realizzato il film in cassetta e dvd. L’assistenza di biologi dell’università di Padova e di esperti della didattica ha consentito di completare il «kit» con una guida per gli insegnanti, un «manualetto» per le famiglie con la descrizione delle Tegnùe, un gioco interattivo e una favola illustrata intitolata «Il regno sommerso». L’iniziativa si rivolge agli alunni delle ultime classi delle scuole elementari e della 1 e 2 media, ma siamo sicuri che avrà molto successo anche con gli adulti. Lo scopo è di far conoscere sempre più questo ambiente marino, che non è certo alla portata di tutti (anche se tutti possono provarci) ma che, grazie al video, tutti potranno comunque visitare virtualmente, curiosando sotto il mare alla scoperta di crostacei, molluschi, pesci e vegetazione che popolano i fondali delle Tegnue. Il progetto di valorizzazion dell’area delle Tegnùe, al cui interno si colloca questa iniziativa didattica, prevede anche l’individuazione con boe di ormeggio dell’area da tutelare. A marzo sono stati affondati 8 corpi morti, dai quali partiranno percorsi subacquei guidati. Le Tegnue, che derivano il loro nome dal fatto che le reti dei pescatori venivano «trattenute» dal fondale, sono delle formazioni rocciose di varia natura ed origine che emergono dal fondale e che rivestono un’importanza particolare per la conservazione e l’aumento della biodiversità. Sono zone relativamente piccole, note da secoli ai pescatori ma che solo da pochi anni, grazie alle moderne tecnologie, si è cominciato ad indagare e a far conoscere al grande pubblico. Giancarlo Galan non ha potuto non citare il suo progetto per la tutela della zona costiera del Veneto, purtroppo ancora fermo al palo ma tornato di grande attualità dopo l’intervento del sottosegretario Paolo Scarpa contro la pesca a strascico entro le 3 miglia (decreto 16 marzo). Il decreto è stato subito sospeso, anche se solo temporaneamente, con uno strano percorso a zig zag. Ma resta confermata la necessità di allinearsi alle indicazioni dell’Ue. A presentare l’iniziativa con Galan e Mescalchin c’era anche l’assessore all’ambiente Renato Chisso, il primo a cogliere la portata rivoluzionaria di un hobby messo a disposizione di tutti, una piccola idea amata con grande passione.
(Renzo Mazzaro)

ritorna