GIOVEDÌ, 21 AGOSTO 2003
 
Pagina 9 - Regione
 
Parte il programma di ricerca, divulgazione e valorizzazione ambientale
 
Astrea, nave oceanografica dell’Icram in azione sulle Tegnùe di Chioggia
 
 
 
IL CASO Progetto con fondi della Regione
 

 

VENEZIA. L’Astrea, nave oceanografica dell’Icram, è impegnata in questi giorni nel completamento della scansione dei fondali davanti a Chioggia su incarico dell’Associazione "Le Tegnùe di Chioggia onlus". «Ci siamo mossi nel modo più completo - spiega il presidente Piero Mescalchin - da una parte per la divulgazione, con un fotografo sub di fama internazionale, Giovanni Vio, che abbiamo messo in acqua perché produca materiali nuovi; dall’altra con l’università di Padova e l’università di Bologna per la ricerca scientifica, sia sui pesci che sulla composizione del fondo. E poi con l’Icram, che sta completando la scansione di altri 52.000 metri quadrati di fondale davanti a Chioggia».
 "Scansione" significa rilievo batimetrico del fondale. In pratica si tratta della prima «carta topografica» di queste formazioni rocciose, che spiccano nel fondale sabbioso dell’Adriatico e sulla cui origine si fanno diverse ipotesi. Non è escluso che lo studio comparato, avviato adesso, porti a maggiori certezze. Questa nuova attività attorno alle Tegnùe di Chioggia, zona di tutela biologica a circa 3 miglia dalla costa, sulla quale si incentra un vasto programma di valorizzazione ambientale, è l’effetto combinato di due elementi: l’intervento istituzionale della Regione Veneto, che lo scorso luglio (con delibera preentata dall’assessore Renato Chisso) ha impegnato 84.000 mila euro per finanziare il programma dell’Associazione, affiancando anche un Osservatorio dell’Alto Adriatico, finanziato con programma Interreg III A (l’Osservatorio fa capo all’Arpav ed è diretto da Marina Vazzoler); l’appoggio dei molti volontari, che per anni si sono spesi sul fronte delle Tegnùe di Chioggia, impegnando tempo e risorse, oltre che passione, ben prima che fosse costituita l’attuale Associazione onlus. «Ci siamo sempre sostenuti così - dice Piero Mescalchin - e adesso che il progetto si muove in concreto, la cosa è ancora più evidente. Ci sono soci che hanno messo a disposizione mezzi, per il lavoro che stiamo facendo».
 «La cosa bella è che siamo fuori tutti contemporaneamente - conferma Massimo Ponti, ricercatore dell’Università di Bologna - e questo consente di coordinare tutte le ricerche: i campionamenti del fondale circostante le Tegnùe, le analisi dell’acqua, la scansione dell’area mancante, il lavoro di ricerca sulla fauna e la sua distribuzione sul fondale, il campionamento fotografico sugli organismi che vivono sulle Tegnùe e in pratica le costruiscono».
 Ponti lavora in sinergia con Carlotta Mazzoldi e Maria Rasotto dell’università di Padova, l’Icram fa capo invece a Otello Giovanardi, resposnabile della sede di Chioggia. L’Astrea misura 24 metri, è larga 6, ha un dislocamento di 60 tyonnellate, può raggiungere i 23 nodi ed è dotata di una ricca strumentazine per ricerche ambientali: un veicolo subacqueo filoguidato mediante cavo ombelicale che lo collega alla superficie (può lavorare fino ad una profondità di 300 metri); una sonda multiparametrica per le indagini sulla colonna d’acqua; il correntometro, strumento per studiare la velocità e le caratteristiche dell’acqua in movimento; e poi tutta una strumentazione per il campionamento dei sedimenti marini o per procedere a carotaggi. Venerdì prossimo la nave sarà ormeggiata all’isola dell’Unione di Chioggia; dalle 16 il pubblico potrà salire a bordo e visitare i laboratori e la strumentazione.
 «Entro fine anno - dice Mescalchin - contiamo di posizionare le due boe di segnalazione nell’area più grande, la numero 1, più 4 boe di immersione che probabilmente verranno poste in area 3, in area 4 e in area 1. Avranno i percorsi segnalati sul fondo con un cavo ancorato, in modo di dare la possibilitù al subacqueo che non conosce la zona di visitare la Tegnùa nel migliore dei modi. Inoltre segnaleremo altri 6 punti, per il momento di pura ricerca».
(Renzo Mazzaro)

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