Mercoledì, 3 Maggio 2006

 
PORTO TOLLE Seguita conferenza-lezione all'Istituto comprensivo per allievi di terza media e dell'Ipsia

Pesca e acquacoltura opportunità per studenti

 
 

Porto Tolle

(e.g.) Anche le scuole portotollesi hanno aderito all'iniziativa "Vivere il mare veneto" promossa dall'assessorato alla pesca e all'acquacoltura della Regione Veneto. Nell'incontro che si è tenuto nell'aula magna dell'Istituto comprensivo erano presenti gli studenti della terza media e del biennio Ipsia ad indirizzo meccanico ed elettrico. Per questi ultimi, in particolare, si è trattato di una delle iniziative svolte nell'ambito della curvatura programmata, cioè la destinazione del 20\% dell'orario scolastico per affrontare le tematiche del corso Operatore del mare.

Introdotto dal responsabile dell'Ipsia Vincenzo Boscolo, Mauro Francesconi ha illustrato gli scopi della campagna regionale per quanto riguarda il rapporto tra il mare e le attività di pesca e di acquacoltura, il turismo, l'alimentazione e le storie, tradizioni e la cultura che caratterizzano il Veneto. Purtroppo, i supporti informatici che nelle intenzioni dovevano scorrere sullo schermo per catturare l'attenzione dei ragazzi e illustrare concretamente i temi affrontati, hanno creato notevoli difficoltà e così, dopo lunghi ed inutili tentativi, la scaletta prevista è stata abbandonata.

Antonio Trincanato ha sviluppato i temi dell'acquacoltura, distinguendo tra l'attività svolta anche nel Delta e che riguarda la produzione tra gli altri di branzini ed orate, quella svolta nelle zone più interne del Veneto e che recentemente si è concentrata sulla trota, e quella in acqua dolce che riguarda lo storione. «L'acquacoltura offre buone opportunità - ha sostenuto Trincanato - e nel Veneto, dove i diversi ambienti permettono di praticarla in tutte le sue varietà, è una realtà economica e occupazionale di rilievo».

La parte finale della conferenza è stata affidata a Simonetta Boscolo che ha illustrato i risultati della creazione della zona di tutela biologica denominata "Tegnùe " nei pressi di Chioggia. Si tratta di quattro aree (una di 22 chilometri quadrati e tre per compressivi 4,5) che presentano affioramenti rocciosi deleteri per le reti dei pescatori ma che creano un ambiente favorevole per lo sviluppo della vita marina.

«L'istituzione della zona di tutela biologica - ha spiegato Boscolo - ha comportato una mappatura del fondale da parte dell'Icram e, dai campionamenti effettuati nel 2001 e nel 2003, è stata registrata una riduzione complessiva del 38\% dell'attività di pesca nella zona protetta e l'aumento della presenza di pesce e altri prodotti marini che sono stati introdotti e poi monitorati nel tempo. I pescatori stanno imparando ad apprezzare i vantaggi dati dalla creazione di quest'area protetta, ma resta ancora il problema di creare un regolamento di accesso».

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